Le Vin Blanc de Morgex et de La Salle
Il contesto naturale è unico perché l’imponente Monte Bianco “veglia “ sui vitigni sottostanti. Ad una decina di chilometri da Courmayeur, nella zona compresa tra Morgex e La Salle ci sono i vigneti più alti d’ Europa. Le viti sono coltivate a pergole molto basse in modo che il terreno possa assorbirne il calore. Qui, nel 1983, è nata l’associazione dei viticoltori. Nel 1989 ha preso il via l’attività della Cave du Vin Blanc de Morgex et La Salle, cooperativa vitivinicola che ha un centinaio di soci e si occupa della trasformazione e della commercializzazione delle bottiglie prodotte. Sono sei i vini prodotti dalla Cave, tre dei quali Doc. Dal vitigno Prié Blanc, vinificato in purezza, nascono il famoso Blanc de Morgex et de La Salle metodo classico, unico spumante prodotto in Valle d’Aosta, realizzato in poche migliaia di bottiglie, il DOC omonimo, fermo e tranquillo, ed una selezione particolare ottenuta dalle migliori esposizioni e riservata all’alta ristorazione. Importanti e particolari sono anche i vini da tavola. Il Chaudelune, raro e prezioso nettare, ispirato agli ice wine canadesi e austriaci, viene vinificato a fine dicembre da uve che hanno resistito a diverse nevicate e gelate. La sua lavorazione prevede la fermentazione e l’affinamento in barriques per dodici mesi, durante i quali si effettua il bâtonage; seguono due anni di maturazione in bottiglia. È un vino da meditazione che ben si sposa con i formaggi di media e lunga stagionatura. Il Blanc Fripon, spumante metodo charmat, è ideale come aperitivo, mentre il Blanc des Glaciers, secco e gradevole, ben si accompagna con antipasti delicati e con la pizza. La Cave du Vin Blanc dispone di una sala di degustazione con annesso punto vendita, oltre a un ristorante di pregio ai piani superiori. Su prenotazione è offerta la visita alla cantina e ai vigneti più alti d’Europa. INDIRIZZO Chemin des Iles, 19 – La Ruine – 11017 Morgex Tel. +39 0165 800331 – fax +39 0165 801949 e-mail: cavevinblanc@hotmail.com NOTIZIE UTILI Orario di apertura al pubblico: lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.30. Sabato dalle 10.00 alle 12.00 Il miele trae origine dai diversi ambienti montani che caratterizzano le spettacolari fioriture dei prati e dei pascoli, delle radure e dei boschi. Proviene dagli alti pascoli, dove molti apicoltori trasferiscono le arnie nei mesi estivi. Il miele di alpeggio verso il mese di ottobre subisce una cristallizzazione e si schiarisce in superficie. Si possono trovare tre tipologie di miele valdostano: chiaro e delicato è quello di rododendro, più scuro e con retrogusto amarognolo quello di castagno, fruttato e floreale il millefiori. Il miele valdostano, antico alimento della comunità locale, viene lavorato ancora come una volta, senza subire alcun trattamento termico e mantenendo così invariate le sue proprietà organolettiche. La tutela del prodotto è affidata al Consorzio Apistico della Valle d’Aosta, che tra l’altro ne garantisce la provenienza, mentre buona parte della commercializzazione è curata dalla Cooperativa Miel du Val d’Aoste. La Fontina è un formaggio grasso a pasta semicotta, fabbricato con il latte bovino intero proveniente da una sola mungitura. Resta uno dei pochi prodotti fabbricati in modo artigianale: oggi si fa come si faceva il “caseus” otto secoli fa. Nel 1955 la fontina è stata riconosciuta come prodotto a denominazione di origine e nel 1996 ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP) dall’Unione Europea. Il termine “fontina” compare per la prima volta nel 1717, in un documento dei monaci dell’Ospizio del Gran San Bernardo. Due le tesi etimologiche: secondo alcuni deriverebbe dal nome di alcuni alpeggi locali, dove ne viene prodotta una qualità particolarmente pregiata, secondo altri sarebbe da collegare alla spiccata attitudine alla fusione (“fontis” o “fondis” nell’antico francese). Le essenze fresche e profumate dei pascoli d’alta quota, che si estendono tra le montagne più imponenti d’Europa, sono l’alimentazione ideale per le mucche autoctone (pezzata rossa e pezzata nera), dalle quali si ricava l’elemento base della Fontina: il latte. Appena munto viene trasformato, evitando la pastorizzazione e i lunghi trasporti, secondo una procedura tuttora artigianale. Le forme (circa 9 kg caduna) sono cilindriche a facce piane con scalzo leggermente concavo e vengono riposte in grotte e magazzini, umidi e freschi, ove stagioneranno per un minimo di tre mesi. La salatura viene fatta a secco e periodicamente vengono spazzolate affinché il sale si distribuisca uniformemente su tutta la superficie. La Fontina, dal gusto dolce e gradevole, ha un alto contenuto energetico ed è ricca di fosforo, calcio e vitamine (A e B). Viene consumata cruda o nell’ambito di prelibate ricette di cucina. Autentiche leccornie sono la fonduta, che si ottiene riscaldando il formaggio fino ad ottenere una pasta cremosa, che ben si accompagna con carni e verdure. Per reagire a tentativi di imitazione che si andavano diffondendo sul mercato è stato costituito nel 1952 il Consorzio Produttori Fontina, ente di tutela del marchio e della qualità di questo unico e inimitabile formaggio. NOTIZIE UTILI Cooperativa Produttori Latte e Fontina Superstrada,2 11010 Pré-Saint-Didier Telefono:+39 0165 87850 I “Saouceusse e bdeun” sono caratteristici insaccati della Valle d’Aosta, che stagionano appesi nelle cantine dei contadini. Le “saouceusse” devono il loro nome dal tardo latino salsum o salsissium, il cui significato è quello di salato. Fatte di polpa magra di bue, lardo fresco e carne di maiale, insaporiti con sale, pepe e altre spezie macinate (in particolare chiodi di garofano), aglio, alloro e aromi vari, stagionano in cinque - sei mesi; poi si mantengono morbide a lungo affogate in grasso animale, olio o burro fuso, in recipienti di terracotta. I “bdeun” hanno un colore più scuro e pasta quasi friabile, perché fatti con sangue di maiale, patate bollite passate al setaccio, lardo e spezie, con o senza l’aggiunta di barbabietole rosse, il tutto insaccato in un budello sottile. Freschi si friggono in olio o si bollono con le patate, secchi sono un’ottima entrée con pane di segala. Particolarmente apprezzati i "bdeun" di Morgex che ben si sposano con l’omonimo vino “Blanc de Morgex et de La Salle”. Il "Creichen", tipica specialità della Valdigne, prodotta con la ricetta originale tramandata dai vecchi contadini dell’alta valle, è un dolce molto semplice ricco di burro e zucchero. ![]() ![]() ![]() ![]() |